MOGADISCIO PROVINCIA DI TRAPANI di Luigi Grimaldi e Luciano Scalettari

par 1994 di Luigi Grimaldi e Luciano Scalettari - Chiarelettere, mardi 26 octobre 2010, 05:33

Left Avvenimenti 22 ottobre 2010 - Questa è la storia di uno dei peccati originali di Forza Italia. E la mela, marcia, del cesto di Berlusconi e Dell'Utri, ha un nome: Roberto Ruppen. Un “signor nessuno” che improvvisamente si scopre essere stato il centro di un mondo fatto di traffici, spie, finanza parallela, petrolio, armi e Dio solo sa che altro. Un centro su cui qualcuno ha spinto Ilaria Alpi (e altri meno esposti) ad indagare con le conseguenze che sappiamo: un agguato su commissione a Mogadiscio il 20 marzo 1994, a una settimana dalle “storiche” elezioni che avrebbero cambiato il corso dei processi democratici del Paese e sancito la prima vittoria elettorale del Cavaliere dopo la sua “discesa in campo”, dopo Tangentopoli, dopo le stragi in Sicilia e sul continente.

Tutto inizia nel giugno del 1992. Ruppen viene chiamato a far parte del segretissimo gruppo di lavoro messo su da Marcello Dell'Utri per trasformare Publitalia in un partito politico.

Il bello, si fa per dire, è che Ruppen in quel preciso momento storico svolge un ruolo chiave in diverse vicende. Come principale collaboratore di Guido Garelli, trafficante e deus ex machina dei traffici ambientali verso l'Africa, è una figura di primo piano nelle attività del progetto Urano (smaltimento di rifiuti tossici e nucleari in Somalia in cambio di armi). Allo stesso tempo è sospettato, senza esiti penali, a Palmi, in Calabria, di trafficare in armi con la Somalia con due vecchie conoscenze: Licio Gelli e Francesco Pazienza. Con loro è indagato anche Ferdinando Dall’O tramite la società Interservice. Il fatto è, lo ha denunciato l'Agenzia Ambientale dell'Onu, che gli interessi di Dall'O e Ruppen, nominato procuratore fiduciario del governo somalo di Alì Mahdi, altro ruolo chiave, si sviluppano in una particolare strada romana: Via Fauro, al n° 43 dove, proprio difronte al luogo dove esploderà l'autobomba del 14 maggio 1993, c'è un bel via vai di neo ministri somali e di miliardi di vecchie lire e dove hanno sede due società: la Fin Chart e la Fin Arma. Ruppen dall'inizio degli anni '90 è molto attivo e riesce a coinvolgere nel progetto Urano anche la Snam e qualche ministero. Il fatto è che una delle due società di Via Fauro condivide a Napoli l'indirizzo dell'armatore del Moby Prince, il traghetto incendiatosi a Livorno, il 10 aprile del '91, dopo una collisione misteriosissima con la petroliera Snam Agip Abruzzo. In questo caso il potere suggestivo delle coincidenze raggiunge vette mai toccate prima dato che a Livorno, la notte del disastro, c'è proprio la Moby Prince, la petroliera della Snam e, ormeggiata, ma non proprio immobile, l'ammiraglia della flotta italosomala Shifco su cui indagherà prima di essere uccisa Ilaria Alpi. Tanto basterebbe per far rizzare i capelli, e invece no, ancora non basta. Già perchè scavando scavando si scopre che le navi Shifco, lo ha denunciato l'Onu, anche se in Italia tutti fanno finta di non saperlo, trafficano in armi con una cordata, che rifornisce anche la guerra nei Balcani, comprendente i servizi segreti polacchi (all'epoca una succursale della Cia) e il trafficante Monser Al Kassar: l'uomo chiave dello scandalo Iran-Contras. Ma c'è di più. I terminali di questi affari stanno in Italia tra Roma e Reggio Emilia e, tanto per cambiare, lo si sa solo perchè qualcuno del Sismi spiava qualcun'altro del Sismi. Ora il fatto è che i soci della Shifco, Al Kassar, a sua volta in affari con il clan mafioso dei Santapaola, e gli spioni polacchi, hanno messo in circolazione all'inizio del 1991 un enorme carico di T4. Containers di esplosivo dello stesso tipo di quello utilizzato per le stragi mafiose del '92 e '93. Potenza suggestiva delle coincidenze, da non crederci, l'ex timoniere della ammiraglia Shifco ha testimoniato di aver assistito ad un carico di containers di esplosivo, nello stesso periodo in cui si sono svolti questi “maneggi” di morte. Un viaggio terminato a Livorno proprio alla vigilia della strage del traghetto Moby Prince. Non basta ancora perché un perito del pubblico ministero livornese sostiene che a bordo del traghetto vi sono tracce di 7 esplosivi tra cui, appunto, il T4. Ma di tutto questo, nonostante infinite inchieste giudiziarie (che pure hanno avuto a disposizione queste stesse informazioni) e addirittura una ridicola inchiesta parlamentare presieduta da quel simpaticone di Carlo Taormina, la giustizia italiana non sa nulla pur avendo accertato che per precisa volontà di Totò Riina l'esplosivo delle stragi doveva essere fornito da Vincenzo Virga, il boss trapanese che, proprio in quel periodo, tra il 1991 e il 1992, per il tramite di Vittorio Mangano, era impegnato a recuperare crediti extrabilancio di Publitalia in Sicilia. Ancora l'effetto suggestivo delle coincidenze: a Trapani era operativo il centro Scorpione di Gladio, diretto da Vincenzo Li Causi, morto assassinato in Somalia qualche mese prima di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, mentre viaggiava con Giulivo Conti, come lui, sospettato di far parte della famosa Falange Armata. Strano davvero questo accatastarsi di coincidenze perchè Virga è accusato di essere il mandante dell'omicidio di Mauro Rostagno, giornalista e animatore della comunità Saman di Trapani. Ucciso, nel 1988, dalla mafia dopo aver filmato un trasbordo di armi su un aereo militare diretto in Somalia. Già, potere suggestivo delle coincidenze, a Bosaso durante l'ultimo viaggio di Ilaria in Somalia, dove la giornalista riceve la confidenza del locale sultano che le parla di un traffico di armi con le navi Shifco, nell'aprile del 1991, verso la Somalia e forse anche verso l'Italia, arriva anche Giuseppe Cammisa, il disinvolto (stando alle confessioni del pentito di mafia Rosario Spatola) braccio destro di Francesco Cardella, il guru (grande amico di Bettino Craxi), della comunità Saman. Potenza suggestiva delle coincidenze. Forse...perchè ce ne sono ancora molte altre.

Fatto sta che Ruppen a un certo punto, nel novembre del 1993, una volta terminata la strategia stragista di Cosa nostra, viene allontanato, ma solo apparentemente, da Publitalia, in forza di un dossier arrivato anche a Berlusconi e Dell'Utri. Un gioco di ricatti, sembra che il seme della mela marcia abbia germogliato visto quel che accade oggi, come dirà tra le righe lo stesso Ruppen ai magistrati - “Sono venuto a saperlo nell’ambito dell’attività che attualmente svolgo in seno al c.d. programma Forza Italia. Esibisco in proposito per le indagini del caso tutta la documentazione di cui sono in possesso. Trattasi di una documentazione che io ho trovato sul mio tavolo di lavoro in busta chiusa. Nella documentazione che ho rinvenuto si parla anche di Aldo Anghessa come soggetto partecipe di manovre di informazione e disinformazione in merito a diversi fatti di rilevanza nazionale”.